L’istituto della revisione di accertamento è lo strumento che consente di intervenire sulla dichiarazione doganale successivamente allo svincolo delle merci, e di ottenere la regolarizzazione della bolletta stessa sulla base di nuovi elementi o di quelli valutati in modo diverso. Tale attività di revisione consente di riesaminare una dichiarazione doganale e di porre rimedio ad eventuali errori od omissioni che si dovessero accertare. Solitamente gli elementi più frequentemente presi in esame per una revisione riguardano gli elementi oggettivi, quelli cioè connessi alla merce (quantità, qualità, valore, origine, trattamenti preferenziali, aliquote agevolate e ridotte, ecc.) e che si riflettono sull’applicazione del tributo o su altre normative non tributarie – la cui applicazione è demandata alla Dogana - quali le norme sanitarie, fitopatologiche, di politica industriale e commerciale, di tutela dei brevetti e dei marchi; possono inoltre essere presi in esame elementi soggettivi, connessi cioè all’intestatario dell’operazione. L’istituto può essere attivato sia su iniziativa dell’ufficio doganale (c.d. “revisione di accertamento d’ufficio”) sia su richiesta di parte (c.d. “revisione di accertamento su istanza di parte”). Tale distinzione non comporta alcuna differenza sotto il profilo dell’operatività, mentre produce effetti diversi sotto l’aspetto sanzionatorio e del pagamento degli interessi. Il termine per chiedere la revisione d’accertamento - a pena di prescrizione - è di tre anni dalla data in cui è sorta l’obbligazione doganale. Nel caso in cui l’attività di revisione non dia luogo a rettifica, né emergano altre anomalie o irregolarità, viene fatta idonea comunicazione alla parte interessata. Se nel corso della revisione emergono inesattezze, omissioni o errori rispetto a qualsiasi elemento annotato sulla dichiarazione doganale (DAU), la Dogana provvede con le necessarie operazioni di rettifica (redigendo apposito “avviso di accertamento suppletivo e di rettifica”), procedendo al recupero dei maggiori diritti, se dovuti, oppure rimborsando quelli pagati in più dalla parte.
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