L’Agenzia delle Dogane con la Determinazione 4 Maggio 2004 (GU n. 117 del 20/05/2004) ha stabilito i nuovi cali forfetari irrecuperabili per le lavorazioni di oro in regime di perfezionamento attivo (validi cioè per le autorizzazioni per le temporanee importazioni). L’Agenzia è recentemente di nuovo intervenuta sull’argomento con la Circolare n. 70/D del 17 Novembre u.s. per chiarire quali siano le caratteristiche tipiche dei vari manufatti di oreficeria al fine della rideterminazione dei cali irrecuperabili nella lavorazione dell’oro in regime di perfezionamento attivo. La circolare citata parte dalla constatazione della complessità del settore orafo, che congloba al suo interno realtà estremamente diversificate per tipo di azienda, tecniche produttive, tipologia di prodotti finiti, ecc. Un esame approfondito del fenomeno dei cali irrecuperabili ha consentito di rilevare due momenti di segno opposto: da un lato, il miglioramento delle soluzioni tecniche e del know-how dei processi, che hanno consentito una riduzione dei cali e, dall'altro, la richiesta del mercato orafo di una produzione di manufatti più leggeri (a parità di superficie) con standard di rifinitura più elevati, manifatture molto più elaborate e di difficile realizzazione che, al contrario, comportano un incremento dei cali. Date tali premesse, l’Agenzia ha individuato cinque tipologie di manufatti: 1) Monete e semilavorati quali lingotti, fili, lastre, caratterizzati per essere gli oggetti più semplici dell'oreficeria. 2) Catene piene, caratterizzate per il fatto • di essere costruite mediante "ripetizione" del suo elemento costitutivo qual è la "maglia”; • di essere fabbricate con processo standardizzato, presso strutture a carattere prevalentemente "meccanizzato", situate in distretti orafi ben individuabili. 3) Catene vuote, caratterizzate per il fatto • di essere costruite mediante la "ripetizione" del suo elemento costitutivo qual è la "maglia”; • di essere fabbricate con processo standardizzato, presso strutture a carattere prevalentemente "meccanizzato", situate in distretti orafi ben individuabili; • di essere - in quanto vuote - più leggere, a parità di modello, di quelle piene e di presentare, perciò, un rapporto superficie/peso molto superiore a quello delle catene piene. 4) Fedi, cerchi, ciondoli, medaglie caratterizzati dal fatto • di essere costituiti da un unico pezzo; • di essere oggetti dell'oreficeria fabbricati con processi standardizzati, quali quelli dello stampaggio e pressatura, presso strutture a carattere prevalentemente "meccanizzato" situate in distretti orafi ben individuabili. 5) Tutti gli altri oggetti dell'oreficeria e della gioielleria caratterizzati dal fatto che la loro fabbricazione ha i caratteri prevalenti dell'artigianalità. Le prove sperimentali condotte su incarico della stessa Agenzia nei poli orafi e nelle aziende più rappresentative del settore hanno consentito di rilevare anche i motivi che sono all'origine dei cali: A. Cali dovuti alla maggiorazione del titolo necessaria a garantire il "titolo legale" nel prodotto finito ai sensi della legge 251/99 "Disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi" e relativo Regolamento di attuazione. B. Cali dovuti alla perdita di particelle finissime non trattenute dai filtri (dell'aria e dei liquidi scaricati), i cui pori non possono essere ulteriormente ridotti per motivi tecnici e di sicurezza, come dimostrato dalle indagini effettuate nell'ambiente esterno all'impresa. C. Cali dovuti alla perdita di affinazione: trattasi dell'oro corrispondente alle perdite che si verificano nelle fasi di recupero chimico e che, pertanto, non può essere riconsegnato alle imprese dalle ditte specializzate nel recupero dell'oro contenuto negli "sfridi". D. Cali dovuti a perdite non sistemiche: si tratta di perdite non legate a fattori sistematici e che riguardano comunque quantità piccole, ma significative, di oro. E. Cali dovuti all'antieconomicità dei recuperi: è il caso di piccolissime quantità di oro contenute in grandissimi volumi di liquidi: ad es. l'oro contenuto nei liquidi residuali degli attacchi chimici per la produzione di catene vuote, ovvero nei liquidi galvanici esausti o negli oli lubrificanti recuperati presso le macchine. Con la Circolare n. 70/D pertanto vengono confermati i coefficienti medi di calo forfetario irrecuperabile per le varie tipologie di prodotti già resi noti con la Circolare del Maggio scorso: catene piene: 2,2%; catene vuote e anelli a molla: 4,0%; altri oggetti di oreficeria e gioielleria a carattere prevalentemente artigianale: 6,3%; monete e semilavorati (quali lingotti, fili, lastre): 1,0%; fedi, cerchi, ciondoli e medaglie: 3,0%.
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