IMPORT ED EXPORT DI PIANTE E ANIMALI RARI
La Convenzione di Washington sul Commercio Internazionale delle Specie di Fauna e Flora minacciate di estinzione, più comunemente conosciuta come CITES, ha lo scopo di proteggere piante ed animali in via di estinzione (vivi, morti o parti e prodotti derivati) regolando e monitorando il loro commercio internazionale. Lo sfruttamento commerciale è infatti, assieme alla distruzione naturale degli ambienti in cui gli animali vivono, una delle principali cause dell’estinzione e rarefazione in natura di numerose specie. La Convenzione, che regola il commercio internazionale di circa 30.000 specie, di cui approssimativamente 25.000 sono piante, è entrata in vigore nel 1975 e vi aderiscono 169 Paesi (Parties). Il Segretariato CITES è amministrato dallo UNEP-United Nations Environment Programme che ha sede a Ginevra. Ogni Paese (Party) ha un’Autorità di Gestione (Management Authority). In Italia l'attuazione della Convenzione di Washington è affidata a diversi Ministeri: Ambiente, Finanze Commercio con l'Estero, ma la parte più importante è svolta dal Ministero delle Politiche Agricole, come prevede la legge, tramite il Servizio CITES, che cura la gestione amministrativa ai fini della certificazione e del controllo tecnico-specialistico per il rispetto della Convenzione. Il Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato è strutturato in un Centro di Coordinamento, presso l'Ispettorato Generale in Roma, e in 40 Uffici periferici. Il Centro di Coordinamento ha le funzioni di assistenza operativa e di coordinamento delle attività degli Uffici periferici, di consulenza tecnico-scientifica, di emanazione di direttive, di rapporto con Enti e Organismi Internazionali. Gli Uffici periferici si differenziano in 24 Uffici territoriali denominati Servizi Certificazione Cites (in sigla S.C.C.), con funzione di rilascio certificati, accertamento infrazioni e controllo territoriale, e in 16 Nuclei Operativi Cites presso le Dogane, con funzione di verifica merceologica, controllo documentale e verifica della movimentazione commerciale, nonché accertamento di illeciti. Le imprese che intendono importare e/o esportare prodotti (flora, fauna e loro derivati) da e verso Paesi extra U.E. dovrebbero, in via preliminare, accertarsi se i prodotti oggetto dell’operazione commerciale rientrino o meno nella regolamentazione CITES. E’ bene, quindi, come primo passo, consultare le liste degli esemplari soggetti a tutela e Regolamento (CE) n° 1332/2005 e n° 605/2006 o contattare gli uffici dell’Ascom. Una volta verificato lo status CITES dell’esemplare, occorre accertare il Paese di origine e la fonte (prelevato dall’ambiente naturale (wild) o proveniente da allevamento (captive) per la fauna/riproduzione artificiale per la flora), al fine di determinare se l’introduzione dell’esemplare sul mercato comunitario e/o nazionale sia consentita dalla normativa. Possono esservi inoltre “sospensioni” temporanee di alcune specie e/o di commercio con alcuni Paesi che non consentono l’importazione di esemplari che pure sarebbero consentiti ovvero la cui importazione sia soggetta al parere della Commissione Scientifica. Accertata la possibilità di importazione od esportazione di un esmplare occorre procedere alla richiesta della relativa licenza. Le licenze di importazione ed esportazione di animali, piante o parti di essi, devono essere richieste prima dell’arrivo in Dogana; in mancanza di licenza gli esemplari possono essere confiscati e far incorrere nei rigori della legge). Le richieste di licenze devono essere effettuate su appositi moduli. I moduli dovranno essere compilati e firmati dal richiedente; si dovrà effettuare il versamento dell’importo di € 15,49 presso gli Uffici Postali con bollettino Mod. ch-8-ter, sul conto corrente n° 10178010 intestato a Tesoreria Prov.le VT L. 59 13/3/93 Fauna e Flora Direz.Prot.Natura, con la causale D.M. Ambiente 28/5/93 diritto speciale di prelievo, dovuto per ogni rilascio di licenza (per un massimo di 3 specie). Una volta compilati i moduli, agli stessi dovrà essere allegata la copia (non il documento originale) della licenza/certificato CITES emessa dal Paese da cui si vuole importare l’esemplare e la ricevuta originale del versamento di €15,49. Il tutto dovrà essere recapitato direttamente al Ministero o inviato tramite posta allegando la ricevuta in originale dell’avvenuto versamento. Nella compilazione dei moduli si raccomanda di indicare con esattezza il nome scientifico (in latino) e comune dell’esemplare che interessa. In caso di difficoltà si consiglia di consultare gli Allegati del Regolamento (CE) 1332/2005 che riportano il nome scientifico e comune di esemplari di fauna e flora protetti.
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